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L'Associazione Ambiente Basso Molise in difesa delle isole Tremiti Stampa E-mail
Scritto da Oscar De Lena   

29 aprile 2010 S.Caterina da Siena
Chi in presenza ti unge,in assenza ti punge
tremiti-icoDal Presidente dell'Associazione Ambiente Basso Molise, riceviamo e pubblichiamo:
SALVIAMO LE ISOLE TREMITI
Inarrestabile l’attività dei volontari di Ambiente Basso Molise per la tutela del proprio territorio. Nella giornata di martedì 27 aprile una delegazione dell’associazione basso molisana ha raggiunto le isole Tremiti per partecipare alla giornata di mobilitazione contro le perforazioni petrolifere. Le indagini, destinate alla ricerca degli idrocarburi, prevedono metodologie indirette (prospezioni sismiche) e dirette (perforazioni dei fondali marini). Secondo diversi studiosi questi interventi potrebbero intaccare in maniera irreversibile il prezioso ecosistema ricco di biodiversità delle piccole isole adriatiche. Le trivellazioni dovrebbero perforare il fondo marino fino a circa 4000 metri di profondità e nei fori di sondaggio verranno introdotte onde elastiche per valutare la reazione del sottosuolo. Proprio queste onde sismiche preoccupano alcuni ricercatori; c’è chi attraverso altri impieghi le associa allo spiaggiamento di alcuni cetacei avvenuto sulle nostre coste lo scorso dicembre. Per di più, le perforazioni utilizzano fanghi e fluidi perforanti; questi, utilizzati per portare in superficie i detriti, contengono elementi come: cadmio, cromo, bario, arsenico, mercurio, piombo, zinco e rame. Tali elementi, ingeriti dai pesci, vengono rapidamente immessi nella nostra catena alimentare. Inoltre, non bisogna dimenticare che, l’arcipelago fa parte del Parco Nazionale del Gargano; il parco al suo interno contiene aree di tutela assoluta - come quella di Pianosa - in cui è perfino vietata la balneazione al fine di non turbare il prezioso ecosistema.
In giornata sulle isole diomedee si è riunito il Consiglio Provinciale di Foggia per affrontare sul posto la spinosa questione. Il consiglio ha votato all’unanimità l’ordine del giorno che prevedeva la contrarietà all’intervento. Il nodo da sciogliere resta a livello nazionale in quanto il Ministero dell’Ambiente ha affermato la compatibilità ambientale dell’area all’investigazione e all’estrazione petrolifera. E’ un auspicio di tutti che la volontà politica regionale (che aveva già espresso parere sfavorevole verso l’iniziativa) e provinciale riesca a sovvertire l’intento della politica nazionale.

 

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