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Oggi pomeriggio a Termoli, una messa per ricordare Carlo Cappella ad un anno dalla sua morte Stampa E-mail
Scritto da Oscar De Lena   

29 marzo 2010 S.Secondo
In ogni cuor gentile, pietà si trova
Carlo-Cappella-icoIl 31 di questo mese ricorre un anno dalla morte del caro amico Carlo Cappella, poeta, pittore e storico della termolesità. Una messa in ricordo di questo illustre personaggio, che per anni è stato un punto di riferimento per appassionati e giovani interessati alla conoscenza della storia e degli avvenimenti accaduti nella vicina Termoli, sarà celebrata oggi pomeriggio 29 marzo nella chiesa del Carmelo alle ore 17,30. Ma chi era Carlo Cappella? Era un artista completo, a tutto tondo. Era nato a Termoli il 23 giugno 1926. Primo di tre figli, a lui seguirono Costanzo e Filomena. Appartenente a una famiglia di artisti, apprese le prime nozioni di disegno e di pittura dal padre Enrico anche lui valente pittore e poeta. Capostazione Superiore delle FF.SS., membro della Biblioteca "G. Perrotta" di Termoli, nelle ore libere dipingeva e scriveva da sempre. Ha partecipato a tantissime mostre collettive di pittura. Nel 1980 a Quarrata (Pistoia) partecipa ad una Mostra Nazionale di Grafica Contemporanea con altri ottanta pittori italiani tra i quali: Annigoni, Cantatore, Greco, Gottuso e Morandi. Carlo vince il secondo premio. Ha al suo attivo decine di pubblicazioni tra le quali ricordiamo: "Termoli dalle origini" ; "La Cattedrale di Termoli" "Contromemoriale sulla storia di San Basso" ; "I modi di dire termolesi ; I tavitte" ; "La Chiesa di Maria SS. della Vittoria in Valentino" (Madonn'a 'llungo) ; "Calendario storico termolese 1988" ;  “Le voci quotidiane” ; “ A spasso per Termoli ieri ed oggi” ; “ C’era una volta…a Termoli” e tante altre. A dicembre del 2007 propongo a Carlo di usare parte del suo materiale storico per mettere insieme una raccolta di dati, fatti ed avvenimenti termolesi ed esce il libro: “ Termoli dal periodo arcaico ai giorni nostri “. Ha scritto oltre 1000 sonetti in vernacolo termolese e ha dipinto centinaia di quadri  molti dei quali  ritraggono scorci di vedute del Borgo Vecchio di Termoli al quale Carlo era particolarmente affezionato e di cui conosceva vie, vicoli, piazze, persone e fatti lì avvenuti. Per anni ha gestito l’Archivio Storico Termolese nell’antica torretta normanna posta all’ingresso del Borgo Vecchio e dove il padre Enrico, prima che fosse realizzato l’attuale belvedere che guarda il porto, gestiva un bar nei  locali del vecchio carcere che lì aveva la sua sede. Ha aiutato decine di giovani a redigere le proprie tesi fornendo loro tutto il materiale e la documentazione necessaria. Amava la sua città di Termoli in modo viscerale tanto da rinunciare a promozioni e carriera pur di restare sotto “a mazze du castille“. Una conferenza sulla vita e le opere di Carlo sarà organizzata dall'Associazione dell'Archeoclub di Termoli e da Padre Enzo della Chiesa di S.Pietro entro il prossimo mese di aprile.

 

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