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La Festa Patronale Stampa E-mail
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LA FESTA PATRONALE
Tratto dal libro: S.Giacomo degli Schiavoni di Elia Della Porta; anno 1999

Santi_patroni

Sin dal 1800 era tradizione onorare il Santo Patrono con festeggiamenti bandistici e processione. La data di ricorrenza era il 25 luglio festa liturgica di S. Giacomo Apostolo. Essa si svolgeva " sott u rllogg " cioè sotto l'arco dell' orologio dove non solo la banda eseguiva le sue sinfonie ma avveniva "L'Asta" per portare a spalla il Santo Patrono. L'Asta, tradizione antichissima tra il nostro popolo, serviva a raccogliere la somma di denaro che dava poi la possibilità all' offerente maggiore di portare il Santo.
Senza dubbio era un'emozione assistere a quel susseguirsi di voci e ancora più emozionante era poter portare con grande devozione il Santo. Oggi invece bisogna pregare le persone per compiere un gesto che dovrebbe essere spontaneo.
Durante la festa la commissione, oggi chiamata "Comitato Festa": faceva la questua per l'anno successivo e tutto il popolo contribuiva con denaro, grano, fave ed ogni altro tipo di cereali disponibili. Insieme a S. Giacomo, si onora anche S. Antonio, molto venerato tra la nostra gente, infatti negli anni settanta, Don Vincenzo Traglia lo nominò "Compatrono" .
Col tempo la commissione incominciò ad uscire per il paese e andare di casa in casa allo scopo di raccogliere le offerte.
Vedere girare queste persone con il quaderno in mano era segno di festa non solo per i bambini ma anche per tutte le famiglie che nei giorni di festa facevano a gara per accogliere alla loro tavola un bandista.
La Festa Patronale voleva dire anche mangiare qualcosa di più speciale, un vestito nuovo, un paio di scarpe nuove e anche gioia nelle case. Tutto questo, insieme alla devozione, faceva di S. Giacomo un luogo pittoresco in cui i toni, sovrapponendosi, facevano un unico colore: «L'allegria».
I promotori di questo susseguirsi di Feste Patronali sono stati degli uomini straordinari per aver messo il loro tempo e la loro fatica a servizio della collettività Sangiacomese.

Comitati Festa:
Di Giorgio Andrea, Candiglioti Giacomo,
La Fratta Andrea, Caccavale Giacomo,
Maurizio Giacomo, Pilli Michele, Galasso
Achille, Pagliarone Rocco, Don Federico De Lena, Della Porta Enrico.
La Fratta Giancarlo, Iacovetta Michele,
Galasso Nicola, Abbieri Dora, Caruso Maria,
Di Cecco Giacomo, Galasso Umberto,
Candeloro Eugenio, Marsilio Adam, D'Arielli Mario, Maurizio Giovanni, Girella Dina, Rosati Carla, Iacovetta Clelia, Caruso Virginia, La Fratta Nicoletta, Della Porta Michelina, Della Porta Elia.

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Con il trascorrere degli anni, la festa Patronale non si svolse più "sott u rllogg" ma in via Roma, perché la piazza più grande permetteva il radunarsi di un numero maggiore di persone.
La festa acquistò prestigio col passar degli anni, grazie a persone coraggiose e devote al Santo Patrono. Infatti, essa incominciò a crescere nel 1965 con la e sagra del Prosciutto, ideata e realizzata dal maestro don Federico De Lena dando al paese un grande prestigio.
Per fortuna ci sono state altre persone che hanno saputo dare un volto nuovo alla festa facendo un salto di qualità con la partecipazione di cantanti della RAI TV.
Il parroco Don Benito Giorgetta con la sua intraprendenza e laboriosità, insieme al comitato festa di quegli anni 1983 - 1987, ha apportato un grosso cambiamento che non ha fatto che bene al nostro paese.
In seguito, non solo sono migliorati i festeggiamenti con nomi più importanti della musica leggera, ma la stessa "Sagra del Prosciutto" ha subito delle trasformazioni attirando moltissime persone da fuori. Possiamo vantarci di tale evento annuale perché il giorno 9 agosto, S. Giacomo è pieno di gente che viene ad ammirare la nostra festa e a mangiare dell' ottimo prosciutto nostrano.