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220 anni fa venivano fucilati a Termoli i fratelli Brigida Stampa E-mail
Scritto da Oscar De Lena   
4 febbraio 2019 S.Gilberto
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Era il 3 febbraio del 1799 quando, in una fredda giornata d’inverno, un’orda di circa 300 persone
provenienti in modo particolare da Portocannone, Campomarino e San Giacomo organizzati dal Cardinale
Ruffo e guidati da Lazzaro Campofreda anche lui di Portocannone, convinsero i residenti del Borgo
Antico tramite un traditore, a far aprire le porte e giunti in Cattedrale dove i due fratelli Brigida,
Basso Maria di 24 anni e Federico di solo 22 anni, si erano nascosti, traditi ancora una volta, da un
sorvegliante della chiesa, furono catturati. Erano rientrati a Termoli solo da qualche giorno, dopo aver trascorso 4 anni della loro giovinezza nelle tetre carceri della Vicaria di Napoli.
Mezzo denudati, derisi e frustati, insieme ad altre persone di Termoli e di paesi vicini furono condotti in largo Crocetta, nella zona dove oggi sorge la chiesa di S. Timoteo e, sotto la Torre del Mulino ancora esistente, ma non più visibile da parte delle persone perché circondata da palazzi, furono fucilati.
Per ricordare questi eroici fratelli e la loro mamma Maria Concetta Quici che, non volle vendetta per quanto accaduto, tant’è che fu definita “la Cornelia termolese”  il presidente dell’Archeoclub di Termoli, Oscar De Lena, ha scritto un piccolo libro per onorare la memoria di questi due eroici fratelli che, per aver abbracciato le idee del giacobinismo: “Liberté, Égalité, Fraternité” pagarono con la loro vita per l’affermazione degli ideali in cui credevano. Purtroppo tra le altre persone uccise ce ne fu anche una ammazzata nelle campagne di San Giacomo....
Il libro, già disponibile, sarà presentato ufficialmente fra qualche giorno.
 

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