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Nuove opportunità per chi resta in Molise: incentivi per artigiani e professionisti fino a 46 anni Stampa E-mail
Scritto da Oscar De Lena   
10 gennaio 2019 S.Aldo
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Il progetto Resto al Sud allarga il suo raggio di azione con finanziamenti, in parte a fondo perduto, per chi vuole aprire imprese artigiane o studi professionali e ha meno di 46 anni. In precedenza il limite era di 35. “Chances per disoccupati, inoccupati, precari che potranno dare avvio a una nuova impresa, anche in forma associata” spiega Marco Amicone della Uil.

Arriva una nuova opportunità di lavoro per chi sceglie di restare nel Mezzogiorno d’Italia, sfidando le difficoltà occupazionali con la scommessa di nuove imprese. L’incentivo statale del progetto Resto al Sud, nato per sostenere la nascita di nuove realtà imprenditoriali nelle regioni a più elevato tasso disoccupazione ed emigrazione, allarga il suo raggio d’azione estendendo la possibilità di usufruire delle agevolazioni anche a chi ha meno di 46 anni. Finora il limite di età era fissato a 36 anni ma la misura, confermata nella Manovra del 2019, amplia il beneficio aumentando il limite anagrafico.
Tra le otto regioni interessate c’è il Molise, insieme con Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania,
Puglia, Sardegna e Sicilia. I giovani che vogliono restare o tornare in Molise possono contare su un mix di agevolazioni che riesce a coprire il 100% delle spese. Come? Con il 35% di fondo perduto e il 65% di finanziamento bancario garantito dal fondo di garanzia per le piccole e medie imprese e coperto, per l’interesse, da un altro contributo. Una possibilità da non sottovalutare per il coordinatore dei Lavoratori dell’Artigianato della Uil, Marco Amicone, che ricorda come nello scorso anno (e cioè il 2018) siano nate, grazie alle opportunità di Resto al Sud, oltre 2000 nuove attività per 8000 posti di lavoro.

“Opportunità come questa vanno sfruttate al massimo, special modo quest’anno perchè, con l’innalzamento dell’età dei potenziali beneficiari, permette di accedervi anche a quanti sono fuoriusciti dal mondo del lavoro o hanno problemi a trovare una nuova occupazione” dichiara Amicone, spiegando che quest’anno potranno usufruire delle agevolazioni anche i professionisti, ex dipendenti di uno studio, che decidessero di aprirne uno proprio e chi intende uscire da una situazione di precariato o di lavoro irregolare. In pratica, una chance in più per chi vuole puntare sulle proprie competenze ma ha difficoltà nel realizzare la propria piccola impresa oppure a reinserirsi nel mercato del lavoro dopo un’esperienza finita.

“Il settore dell’artigianato – aggiunge Amicone – può davvero trovare slancio attraverso il bando, permettendo appunto a una larga fascia di potenziali professionisti di avviare una loro attività in maniera agevolata, coprendo l’incentivo il 100% delle spese ammissibili. Nello specifico, lo Stato interviene con una parte di contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo e l’altro 65% è coperto da un finanziamento bancario, a tasso agevolato, garantito dal Fondo di Garanzia per le Pmi, per un massimo erogabile di 50mila euro”.
Tra le spese ammissibili ci sono opere edili relative a interventi di ristrutturazione e manutenzione straordinaria connessa  all’attività, macchinari, impianti ed attrezzature nuovi di fabbrica, programmi
informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione, oltre che  le spese per materie prime, materiali di consumo, utenze e canoni di locazione per immobili, eventuali canoni di leasing, l’acquisizione di garanzie assicurative.

Attraverso “Resto al Sud” giovani e meno giovani del Molise, disoccupati, inoccupati, precari o non
adeguatamente ricompensati, potranno dare avvio a una nuova impresa, anche in forma associata. E questo
considerando che oggi l’artigianato comprende attività variegate che vanno dal manifatturiero, all’alimentare, dalla cura della persona fino all’elettronica. “La Uil, attraverso i suoi uffici e consulenti, è a disposizione per dare informazioni o affiancare quanti vorranno intraprendere questo percorso – conclude Amicone -. La Regione Molise, dal canto suo, può stimolare quanti vorrebbero avviarsi in questa direzione, mettendo in campo un sistema di “burocrazia zero” e di accompagnamento all’autoimprenditorialità, sostenendo chi vuole concretamente rimboccarsi le maniche”.

estratto dal sito Primonumero
 

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