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Con l'approssimarsi del Santo Natale vogliamo ricordare come lo vivevano i nostri padri e nostri nonni Stampa E-mail
Scritto da Oscar De Lena   
23 dicembre 2010 S.Vittoria
Casa senza donna, lanterna senza luce
i_screppelle-ico"Quand jev bill na vote" dice una poesia della nostra compaesana Nicoletta Lafratta! Nel periodo natalizio ricordo ancora l'odore delle "scrippelle" che saliva su nei vicoli e le piazze di S.Giacomo, di caveciune  e da cecerchiète.
Nelle case c'era tanto movimento era  tutto un brulichio di gente indaffarata a preparare i dolci e i pranzi tipici che poi si consumavano durante e dopo le feste. La tradizione voleva che si preparassero delle anguille e del baccalà con il cavolfiore la sera della vigilia,  il giorno di Natale finalmente si poteva gustare un pò di carne che non sempre si aveva la possibilità di comprare durante gli altri mesi dell'anno e il brodo con il cardone il giorno di Santo Stefano.Oggi c'è abbondanza di ogni tipo di cibo però manca la tranquillità e la gioia di condividerlo con gli altri. E' pur vero che c'è un pò più di benessere diffuso ma manca la gioia dello stare insieme e la pace nelle famiglie spesso prese dai problemi della mancanza di un posto di lavoro, della disoccupazione, dei giovani che non riescono a trovare un impiego. Eppure una volta  la gente con poco era serena e contenta. Auguriamo a tutti voi lettori  e ai vostri cari di passare il più bel Natale del Millennio, in pace e serenità.
 

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