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Piccolo dizionario sangiacomese Stampa E-mail
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Per non dimenticare vocaboli, termini e modi di esprimersi in forma dialettale:

vi presentiamo il

VOCABOLARIO SANGIACOMESE

 

N.B. alcune accortezze per la pronuncia:

e          ( si omette quando la e si trova alla fine della parola )

é          ( si pronuncia un po’ allungata )

è          ( si pronuncia  accentuata )

ch        ( si pronuncia come c ceci )

gh        ( si pronuncia come g di gatto )

n’gh     ( si pronuncia come la g di giostra )

sch       ( si pronuncia come sc di scimmia )

 

A

          abbbuffè,abbuffét ( abbuffare, abbuffarsi )

          abbejiè / abbejiét / arrebbejiét ( avviarsi, riavviarsi )

          abbenedec ( quando si augura buana salute )

          abberret / abberretè ( avvolgere )

          abbuschèt ( prendere botte )

          acchd  ( uccidere )

          acchiappè ( prendere )

          acchién acchién ( piano piano )

          accucchjè, accocchje ( unire, unito )

           accuppè, accuppét, cià ccuppét na sort de féll de pén ( mangiare, mangiato, si è mangiato una sorta di fetta di pane )

           accuppét, la ccuppét de mazzét la fatt ner ner ( menare, dare, botte, la riempito di botte l’ha fatto nero nero)

          accusch’ ( così )

          addunét ( che si è accorta di qualcosa )

          agguann ( quest’anno )

          agnelen ( gengive )

          agrasch ( abbondanza )

          alè, alénn ( sbadigliare, sbadigliato )

          allampid, mmbbid ( tenersi in piedi, in piedi)

          ammbbaschttè, mbbaschttè ( impastare, impastato )

          angh, me dolen l’angh ( molari, mi fanno male i molari )

          anguccèt ( si è intestardito )

          angunéje ( inguini )

          apparécchje ( aereo )

          appeccè, appecc, appeccét ( accendere, accendi, acceso )

          appèn ( appendere, stendere )

          arebbejè ( riavviarsi verso casa )

          arecrejiét ( sazio di mangiare, abbuffata )

          aremanè, aremén, remascht ( rimanere, rimani, rimasto )

          aremen’ / remenet ( ritornare )

          areprejè ( gioire di qualcosa )

          aresponn ( rispondere )

          arét ( aratro )

          arevè, e remenut, song a remenut ( ritorna, è ritornato, sono tornato )

          arracanét, ( abbrustolito con la mollica di pane )

          arrecrejét ( sazio di mangiare )

          arreprejé ( gioire di qualcosa )

          art e meschtir  ( mestiere )

          aschcchét ( abbrustolito sui carboni)

          aschègn ( scendere )

          aschtemè, aschtmét ( bestemmiare, bestemmiato )

          assamè ( assamai, non sia mai )

          asseccn’ ( dimagrire )

          assettè / assettét / assittet ( sedersi )

          assettejiè, assettejiét ( assottigliare, assottiglia, assottigliato )

          attaccature (dove inizia la crescita del capello)

          attòcc, m’attòcc, t’attòcc ( spettare, mi spetta, ti spetta )

 

            B

 

          bagnarol ( si dice di un mezzo,veicolo che non va bene )

          bagunze ( recipiente per trasportare materiali con l’asino o il mulo)

          bang ( tavolo dove si mangia )

          bangarill ( banchetto di legno rustico fatto alla veloce )

          bbàschttànz ( abbastanza )

          bbassulét ( marciapiede )

          bbccnott ( si dice ad una persona poco sveglia )

          bedénd ( zappa con due denti )

          bev / na bbvut ( bere, una bevuta di acqua )

          butteje ( bottiglia )

          buttejion ( bottiglione )

 

            C

          cacchecos ( qualcosa )

          cacchédun ( qualcuno )

          cachicch ( escrementi della pecora, coniglio)

          cafon ( cafone, di persona che zappa la terra )

          cagnè ( cambiare )

          cajenét ( cognata )

          cajiavon ( zolla della terra che si arando il terreno )

          calecagn ( tallone )

          callaréll ( tinozza per la calce )

          calle-calle ( caldissimo )

          callér ( caldaia di rame per la pasta )

          cambè ( vivere )

          candréll ( recipiente di terracotta per conservare )

          caneje ( crusca )

          capacchion ( testone )

          capé ( scegliere )

          capebball ( sotto )

          capemmond ( sopra )

          capét ( scegliere )

          cappill ( cappello )

          caramellos ( muco intorno al naso specie nei bambini quando erano raffreddati )

          caramill ( muco del naso )

          cardon (verdura campestre, oppure lo si dice a qualcuno poco intelligente)

          cardon (verdura campestre, oppure lo si dice a qualcuno poco intelligente)

          carevun, carevun ( carbone, carboni )

          carriol ( carriola )

          casch ( cassapanca dove si riponevano le vettovaglie )

          caschegn ( verdura campestre )

          cataratt ( soffitta )

          caten ( catino )

          cavezétt ( calze )

          cavezon ( pantalone )

          cavut ( piccola apertura ad arco, nella porta )

          cazzùtt  ( pugno )

          cchiappè ( prendere )

          cchiù ( più )

          cchiùttoscht ( piuttosto )

          cec ( ceci )

          cecirchje ( lenticchia )

          cecor ( cicoria )

          cemendè ( infastidire )

          cengiun, o, cengion ( pezzi/pezzo di stoffa che servivano per le pulizie di casa )

          cénner ( cenere )

          cépp ( piccoli rami sottili per accendere il fuoco )

          cercelos ( capelli stopposi e annodati, scompigliati )

          cércquel ( quercia )

          cescht ( cesto)

          ceschtarill ( cestino )

          cetel ( bambino )

          ch jià e? ( chi è? )

          ch’llett ( uccello )

          ch’llettell ( vezzeggiativo per il proprio bambino appena nato )

          chchnér ( bottiglia di terracotta con buco, per la fuoriuscita del vino o dell’acqua )

          chén ( cane )

          chiand e schcchiand ( pianta e spianta, perdita di tempo )

          chiangnè / chiangne ( piangere )

          chianill ( ciabatte )

          chiochjer (scarpe rotte e consumate, infatti il detto è: “vè nger ch na chiochjer e nu chianill “)

          chj’n  ( pieno )

          cià / ciè  ( si è )

          cià ngappét ( c’è capitato, messo in mezzo, incastrato )

          ciammajec ( lumaca )

          ciammajechélle ( lumachine )

          cic ( ceci )

          cill ( biscotto)

          ciucc ( asino )

          ciucqquelattér ( caffettiera )

          ciumenir ( camino )

          ciupp ( zoppo )

          ciuppechè ( zoppicare )

          cocch ( testa )

          coppel  (coppola )

          coss ( gambe )

          crapettell ( capretto)

          crejianz ( creanza )

          crejiatur ( bambino )

          crép ( capra )

          crescè ( uncinetto per lavorare il cotone )

          crevéll (crivello)

          cucchiaréll ( cazzuola del muratore, cucchiaio di legno )

          cucchiér (cucchiaio)

          cucchlon ( testone )

          cudruzz ( sedere della gallina )

          culennétt (comodino)

          cumò (comò)

          cunnel (la culla)

          cupirchje (coperchio)

          cuppen ( mestolo)

           cureje, ne je la chél mang pu cureje sù ( vita, non c’è la fa neanche per lui stesso, figuriamoci per gli altri )

          cuzzètt ( nuca )

 

            D

          dall e dall a cepoll ne devénd aje ( dai e dai la cipolla non diventa aglio )

          darras ( dietro di noi )

          ddummannè ( domandare )

          de quart ( ( di fianco )

          debbòtt ( di colpo )

          denucchje ( ginocchio )

          detéll ( ascelle )

          ding ( dare )

 

            E

          ecc ( qua, qui ), vì ecc ( vieni qui, o, qua )

 

            F

          fasciul (fagioli)

          favec (falce)

          favecion (grossa falce per l'erba)

          fazzelétt ( fazzoletto per coprire il capo delle donne)

          féf ( fave )

          fejem (mio figlio), fejet ( tuo figlio ), fejet ( tuo figlio )

          féll ( fetta )

          fenéschtr ( finestra)

          ferrèr (fabbro-ferraio)

          feschcchè ( fischiare )

          for ( andare nella propria campagna)

          forch (arnese per inforcare il fieno)

          fraff ( muco )

          fraffos (  bambino raffreddato )

          frasc ( cespuglio)

          fratmcuggen ( mio cugino )

          frecchn ( forchetta )

          frescéll ( forma/cestino di vimini o giunco per il formaggio )

           fressor de firr ( serviva per friggere, anche coppa di ferro per cuocere la pizza sotto la brace a mo' di forno )

          frosch du nés ( narici )

          fuch ( fuoco )

          fumir ( letame )

          furccon (  grossa forca per  inforcare la paglia )

 

            G

          gallen ( la gallina )

          ger e rregger ( gira e rigira e la storia è sempre la stessa )

          ghe ( io )

          gnè na vot ( come una volta )

          gnelet, jelet ( freddo, gelato, ghiacciato )

          grandinjie ( granoturco )

          grén ( grano )

          gulécen, gulechnill ( susine )

 

            H

 

          hém fatt ( abbiamo fatto )

 

            J

          iiuménd ( giumenta )

          iiurn ( giorno )

          jenéschtr ( ginestra )

          jernét ( andare a lavorare nei campi per conto di altri: a jernét )

          jét ( bietola )

          jiacc ( ghiaccio, anche la melma che producevano i maiali )

          jiett u bbànn ( dare notizia che in paese è arrivato, un venditore )

          jiev ( era )

          jinner ( genero )

          jiòcch ( chioccia )

          jiuc ( gioco )

          jiuchè ( giocare )

          jiuscht mò ( giusto adesso, subito subito )

          jiut ( andato )

 

            L

          lacch ( sedano )

          lambasciun ( cipollotti)

          lambje ( soffitto )

          laschmeschtè ( lasciami stare )

          lazz ( feci molto liquide, specie degli adulti )

          lesch’ leschjiol ( misto di acqua e cenere per sbiancare il bucato )

          litt ( letto )

          lot, ( fanco )

          luceccappill ( lucciole )

 

            M

          maccarun ( maccheroni )

          macciucc ( quando qualcosa si addensa e no si riesce a districare )

          mammè ( nonna )

          mammen ( levatrice, colei che fa nascere i bambini )

          mandél ( tovaglia da tavola )

          mandenémec ( mantenersi / tenersi )

          mandir ( grembiule )

          mandrellon ( tovagliolo per avvolgere il pane )

          mandusen ( grembiule da cucina )

          mang ( nemmeno )

          manir ( mestolo di rame per prendere l'acqua dalla tinozza )

          manucchje ( covone, il mucchio di fieno )

          marccummann ( mi raccomando )

          maret / maretet / maretem ( marito )

          marmett ( recipiente per trasportare il latte )

          marpejion ( persona molto furba, che sa quello che vuole )

          marròcc ( pannocchia )

          mascchètt ( lucchetto )

          mazzèt ( botte )

          mbbàschcchè, schting bbaschttén ( impastare, sto impastando e si intendeva il pane )

          mbelè ( infilare )

          mbrattè ( sporcare )

          mbrejiacon ( ubriacone )

          mcezje ( amicizia )

          mè ( mai )

          mebréll ( ombrello )

          mebrmir ( infermiere )

          mejequl ( ombelico )

          mendon ( maschio della pecora )

          mén mè / ménamè ( dai, subito, forza )

          menésctr ( la minestra di verdure )

          més ( recipiente in legno per impastare la farina per fare il pane )

          meschtcutt ( vino cotto )

          mettell ( imbuto )

          mirc (cicatrice )

          mmbbassciator ( colui che porta le belle e le brutte notizie9

           mmélajièrve o malajérve [ si propreje na mmélajérv ]{ che malajèrve } (erba cattiva, si diceva ad una persona che si comportava male )

          mmòcc ( in bocca )

          mo / mo ndò vì? ( adesso, adesso dove vai? )

          moll ( pinza per prendere i carboni )

          monec dendr u litt ( scaldino da letto )

          muccech / muccechè ( mordere )

          mufalann ( lo scorso anno )

          mul ( mulo )

          musch, musch gatt ( chiamare la gatta)

 

            N

          n’gh schtè ( non c’è )

          Ndò ( diminuitivo di Antonio ), ndò / Ndò ndò vi? ( dove, Antonio dove vai? )

          ndrè / ndrènn / ndrèv /  i da ndrè? ( entrare, entrando entrava, devi entrare ? )

          ndutt e pe tutt ( in tutto e per tutto )

          nenetè ( non c’è l’ha )

          ngann (in gola)

          ngaschè / ngaschéte ( quando la neve si poggia e comincia a coprire il terreno)

          ngeme ( sopra )

          ngetete( inacidito )

          ngh’m e ppid ( da sopra a sotto, quando cercavi qualcuno )

          ngulle ( sopra, addosso )

          nlleting ( non avere)

          nn’schttè (innestare) nn’schtet ( innestato )

           nnòje ( budello del maiale essiccato sotto sale e condito con peperoncino, che si cucinava fritto nella “fressòr con l’uovo“, colazione che si faceva prima di andare a lavorare nei campi )

          noje ( noia, poca voglia di fare, quando una  persona è scocciata di tutto )

          noun ( nò )

          nqull ( anguilla )

          nu bill ccòn ( un bel po’ )

          nuccòn / nuccòn a la vot ( un poco / un po’ per volta, poco poco  )

          nzeiamè ( non sia mai )

 

            P

          pajeléll, pajiol ( cestino fatto di paglia dove si mette il pane a lievitare, le uova e altro )

          pajiér ( pagliaio )

          pajir ( zona del paese)

          paléll ( paletta per raccogliere la cenere )

          panér ( si dice di sedere grande )

          paranz ( quando si abbelliva una casa, strada o perché si ricevevano persone importanti)

          parecchjie ( tanti, molti )

          pareje / na pareje ( una coppia di …)

          paschcanés ( ripieno per dolci specie dei “ cill “ )

          patr ( padre ), patrem ( mio padre ), patret ( tuo padre )

          pazzejiè ( giocare )

          pazziarill ( giocattolo )

          pe llor ( per loro )

          peccenèll / peccenill ( piccola / piccolo, significa bambino / bambina )

          pecenill (  pulcino )

          pecqur ( pecora )

          pedecon ( il di sotto dell’albero )

          pegnét ( pignatta di terracotta per i fagioli )

          pelaje (origano)

          peng ( tegola )

          pentone ( spigolo )

          pepegn ( capezzolo )

          percill (maiale)

          pertegall ( arancia )

          pertose (asola)

          pesciéte ( urine)

           pesciatur o u’ z’pepp ( orinale ordinario a forma di tazza di ferro smaltato bianco ad unico manico, usato nelle famiglie più umili )

          peschir ( vasca in muratura dove si raccoglieva l’acqua piovana )

          petracchjie (nascituro tra il mulo e l’asino, si dice anche di figlio illegittimo )

          pettenéss (pettine)

          pezzéll (biscotti )

          pezzuc (legno appuntito, per la semina)

          pmmdor ngetete (si dice ad una persona quando è acida e risponde male )

          poz ( polso )

          ppecc ( ( capricci )

          ppeccè ( accendere )

          precessòt ( fico / frutto, si dice anche di schiaffo ) )

          prévet (prete)

          provvel ( polvere )

          pulezenétt ( teglia per il ragù con  tre piedini, sollevata da terra, per metterci carboni sotto)

          putatur (roncola)

          puzz (pozzo)

 

            Q

          quartér (bottiglia di terracotta munita di 5 o 7 buchi, per l'acqua)

 

            R

          ranocchje ( rana )

          raschtill (rastrello)

          rebbuff (rutto)

          recciatéll ( tappo di bottiglia )

          reggiol (mattonelle porcellanate)

          remunnè / remonn / remunnet ( sbucciare, scorticare )

           remunnel ( bastone che in un lato si legano degli stracci che si inumidiscono per togliere la cenere dai mattoni per poi appoggiare le pagnotte da cuocere )

          rép (rape)

          reschttocc ( erba secca)

          réss / i da réss bbon ( essere, devi essere buona  )

          retranguel ( randello, rastellino per smuovere i carboni nel forno del pane )

          rezzell ( persona che non si sa trattenere e ti dice in faccia quello che a da dire )

          rosamaren ( rosmarino )

          rracamè ( ricamare )

          rut (teglia di alluminio, per l’arrosto)

          ruv (vicolo)

          ruspe (il rospo)

 

 

            S

          sacchètt / saccocc (tasca)

          sajiétt, te pozzacchiappè na sajiétt ( imprecazione, augurare del male )

          sajiette ( saette)

          salvjiétt (il tovagliolo)

          sanapercill ( mestiere della castrazione dei maialini ))

          sarchièje (togliere l'erba cattiva vicino alla pianta del granone)

          savececc (salsiccia)

          sbaje ( balcone )

          sbalanz ( spingere per far cadere una persona )

          sc’nocchje ( spezzare le gambe )

          scalen (gradino)

          scarp (scarpe)

          schanghét ( quando uno è tutto storto con il corpo dovuto ad una malattia )

           schccattè / quand si schccattète, schccattar’ (crepato, scoppiato, morto, comportamento di una persona antipatica, a secondo della frase )

          schcumarol (mestolo bucato)

          schdangarill ( pezzo di legna )

          schdderrupaturje ( strapiombo, o, mura di case rovinate e mezze cadute )

          schdderrupét, cè scdderrupét ( cadere, si dice di quando una persona cadute)

          schdravesét ( essersi fatto male)

          schdrrupaturje ( strapiombo, o, mura di case rovinate e mezze cadute )

          schegn ( scendere )

          schét ( fiato, respiro)

          schianghétt ( fianchi, la parte vicino allo stomaco )

          schin (fieno)

          schiolt ( feci molto liquide, specie dei bambini )

          schiur (fiori)

          schllerét ( scapestrato, vestito male )

          schtagnarill ( barattolo di stagno, si dice anche quando una cosa non vale nulla )

          schtajelét  ( botte )

          schtannè ( spezzare le punte dei tralci )

          schteje ( mucchio di fieno )

          schtezzec ( un goccio, un pezzettino di qualcosa )

          schtezzechjeje ( pioviggina )

          schting ( stare )

          schting schtang ( sono stanco )

          schtresciè ( srofinare )

          schtrunzel ( le feci )

          schtrusch ( passeggiata serale andando sopra e sotto per le strade del paese

          schttàllét ( casetta dove si mettevano i polli, conigli, maiali )

          schttrènnut ( starnuto )

          schusciè ( soffiare il fuoco, il naso )

          sciocch (nevica )

          sciuppè / sciuppét ( togliere, tolto )

          sciusciafuc (soffietto)

          scuppelon ( schiaffone )

          scurcion ( schiaffo )

          selluzz (singhiozzo)

          setacch (setaccio per la farina)

          sfrusciè ( sfrondare la pianta del granoturco privata della pannocchia)

          sghéje ( soldi )

          sigg ( sedia )

          smarfaléje / smarffalét ( vedi schdravesét )

          sor (sorella)

          soremacuggen (mia cugina)

          spasétte ( piccolo recipiente dove si condisce l’insalata )

          spazzéll ( malleolo )

          spellecchion ( persona che non ha voglia di fare nulla )

          spenguel (spilla da balia )

          spés ( recipiente dove si condisce la pasta )

          squacc / squaccè ( schiacciare )

          squcch ( escrementi della gallina )

          ssà ( questa )

          suttén (sottana)

 

T

          taccarill ( pezzo di legno )

          tammolle a memorje  / tammupeleje ( ti faccio diventare scemo )

          tannocc ( ti stordisco )

          tàtè ( nonno )

          tavelen ( tavolino )

          tazz ( tazza )

          tazzetéll ( tazzina )

          tè ( tenere )

          té nu vuccon…( tiene una bocca grossa )

          tégn ( tingere )

          tejiéll ( teglia di terracotta )

           telechè / ma telechét / te telec / te a telecaréll (solleticare, mi ha solleticato, ti solletico, tiene il prurito)

          ten (tinozza per l'acqua)

          tezzon ( tizzone )

          tragn / tragnetill ( secchio, secchiello )

          trajin ( carro per trasportare il fieno )

          trappid ( tre-piedi per poggiare le pentole sui carboni )

          trésc ( si usava dirlo quando la casa era in disordine )

          treschè ( trebbiare )

          trettechè / tréttec / trettechéje ( non fermo che ciondola, dente, sedia…)

          trucc ( contenitore per dar da mangiare ai maiali )

          tturell ( tappo di sughero )

          tunn ( rotondo )

          tupp ( capelli raccolti a coda di cavallo )

          turz ( torsolo, ciò che resta della pannocchia senza i chicchi )

          turz a cappucc ( si dice ad una persona antipatica e poco socievole )

          tuvajie ( asciugamano )

 

U

           uajenéll ( frutto di forma piatta e bislunga, di colore marrone, con sapore dolce che si dava        da mangiare ai cavalli )

          uajiò / uajion ( ragazzo )

          uascht ( guasto )

 

V

          vacchl ( recipiente dove si metteva l’acqua per la lavarsi )

          vasanecol ( basilico )

          vattejiè ( battezzare )

          vechél ( boccale )

          vejét ( beato )

          velegnè ( vendemmiare )

          velen / velett ( veletta che si mette sul capo in chiesa )

          vellet ( bollente )

          v’endresk ( una parte del maiale )

          verdésc ( schiaffo, ma anche un tipo di fico / frutto )

          vés ( vaso )

          vesacch ( bisaccia )

          véscht ( veste )

          veschtet ( vestito da uomo, il completo )

          vì ( vai )

          vicch vicch ( richiamo per le galline, oche, tacchini… )

          vocc ( bocca )

          vot ( gomito )

          vott ( botte )

          vov ( bove )

          vracch ( braccio )

          vraschir ( braciere )

          vrésch ( brace )

          vrucchl  ( broccoli )

          vuccon / pejet nu vuccon  ( boccone, invitare a prendere qualcosa da mangiare)

 

            Z

          zàpp ( zappa ), zàpetéll / zàppetill ( piccola zappa ), zàppon ( zappone )

          zején  ( zio )

          zenél ( grembiule )

          zet ( sposa, sposo )

          zezz ( seno ), zezzéll  ( si dice quando la mamma attacca il bambino per allattarlo )

          zizì  (zia )

          zucchere (zucchero )

 

 

a cura di Barbara Alberico e Oscar De Lena

mar 2006

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