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Le Tradizioni Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
ERA USANZA.......

Era usanza accendere nella notte di Sabato Santo, un gran fuoco davanti alla chiesa con la legna presa dai ragazzi vicino alle case. Quel fuoco veniva benedetto e chiamato: "u fuc sant" (il fuoco santo).

Era usanza portare "u rcunsl" (il mangiare) alla famiglia del morto.

Era usanza bruciare un pupazzo di paglia, l'ultimo giorno di carnevale.

Era usanza fare i propri bisogni "dentr u psciatur" (nel vaso da notte)

Era usanza fare la messa di riuscita dopo otto giorni dal funerale.

Era usanza " buttare il bando" quando venivano i venditori.

Era usanza fare "intrete" (il fidanzamento) prima di sposarsi.

Era usanza lavare i piatti con la cenere.

Era usanza lavarsi i capelli "ca l’sc ", (la lisciva).

Era usanza andare a piedi in processione a " SantaMarlong " (Madonna a lungo)

Era usanza stendere i panni "sopr i rocch" (sui cespugli ).

Era usanza mangiare "dentr a spès" (dentro l'insalatiera).

Era usanza raccontare i " pastocchie" (le favole) intorno al camino.

Era usanza fare il pane in casa.

Era usanza "accid u purc" (ammazzare il maiale).

Era usanza mettere "a vlètt in testa" (il fazzoletto in testa) quando si entrava in chiesa.

Era usanza prendere il fuoco benedetto e portarlo in casa.

Era usanza prendere " u’ manir " (con un mestolo di rame) l'acqua benedetta e metterla "dentr a candr" (dentro un'anfora di creta grande).

Era usanza mettere un ceppo di legno dietro la porta di una giovanetta come segno d'amore.

Era usanza nella notte di Natale, lasciare il fuoco acceso perché Gesù Bambino si potesse riscaldare.

Era usanza dire quando si trovava il ceppo dietro la porta: "eh ha ndcchièt a fja m"? (chi vuole sposare mia figlia?)


Tutto questo bagaglio di tradizioni faceva parte della vita popolare della gente comune e non.
Facciamo in modo di non dimenticare le nostre usanze che oggi sono cambiate.

 

Estratto dal libro : S.Giacomo degli Schiavoni di Elia Della Porta